I luoghi raccontati

I luoghi raccontati dalla mostra

Abbazia della Novalesa, nei pressi di Susa, Torino.
Risalente all’età carolingia, è un sito storico e architettonico di grandissimo valore, che sorge sulla via che porta al valico del Moncenisio.
Proprietà della Provincia di Torino, che vi ha condotto con la Soprintendenza ai Beni Architettonici imponenti opere di restauro, ospita una comunità di una decina di Monaci benedettini esperti nel restauro del libro antico.

Certosa di Pesio, nel comune di Chiusa di Pesio, in frazione San Bartolomeo, Cuneo. 

Sorge a 900 metri di altitudine a ridosso del Parco naturale dell’Alta Valle Pesio, in vista delle Alpi marittime.

E’ una famosa certosa fondata nel 1173 dai Certosini di San Bruno, per secoli centro di produzione agricola, artigianale e di grande cultura e spiritualità.
Una piccola comunità di Missionari della Consolata, che ne sono gli attuali proprietari, continua idealmente la tradizione, dedicandosi tutto l’anno alla pastorale per giovani e famiglie, con una ricca editoria di spiritualità.

Convento delle Suore Passioniste, Ovada, Acqui.

Sorge in solitaria posizione presso il Santuario cinquecentesco della Beata Vergine della Spina, sul limitare di boschi rigogliosi.

La comunità è costituita da una trentina di Monache di clausura, dedite al ricamo, alla tessitura, alla pittura e alle pratiche agricole condotte con metodi assolutamente naturali.

Santuario di Oropa, Biella. 

E’ a 1200 metri di altitudine, collocato in uno scenario paesaggistico di grande bellezza e inserito dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Viene praticata l’accoglienza mirata alle famiglie, con incontri religiosi per i pellegrini. La piccola comunità delle Figlie di Maria cura, con l’aiuto dei volontari, gli aspetti pratici dell’ospitalità. Il 21 novembre, festa del Santuario, si celebra una solenne processione in onore della statua molto venerata della Madonna Nera.

Monastero Mater unitatis, Miasino, Novara.

Sorge su una collina con grandioso panorama, dalla vetta del Mottarone al lago d’Orta: è un monastero della metà del ‘600 gestito da una comunità di clausura di Monache agostiniane, abili in varie attività artigianali, come il ricamo dei paramenti sacri, il disegno e la pittura, il tombolo.

Sacra di San Michele, nel comune di Sant’Ambrogio, Torino. 

Nido d’aquila di epoca romanica su uno sperone di roccia –il monte Pirchiriano, alto 962 metri, all’ingresso della valle di Susa - dedicato al culto dell’arcangelo Michele, è luogo simbolo del Piemonte. Unico per valori architettonici e paesaggistici, è affidato alla custodia di una piccola comunità di sacerdoti Rosminiani.

Monastero Dominus Tecum, Prà ‘d Mill, sopra Bagnolo Piemonte, Cuneo.

Situato in una bella conca avvolta dai monti e isolata tra i boschi, a 700 metri di altitudine, un monastero costruito appena una dozzina di anni fa e ancora in via di espansione, ma con l’impianto architettonico e il fascino degli antichi conventi, ospita una comunità di tredici Monaci cistercensi, provenienti in origine da Lerins in Francia. Celebre la produzione di marmellate e miele biologici.

Monastero delle Suore del Cottolengo, Pralormo, Torino. 

La comunità di clausura, il cui fondatore è San Paolo della Croce, nato a Ovada nel 1694, è costituita da Suore italiane e indonesiane dedite alla contemplazione della Passione di Cristo, che ha il suo apice nel Giovedì, Venerdì e Sabato Santi e nella Pasqua. Molteplici le attività artigianali: confezione di oggetti religiosi, ricami, intaglio, pittura.

Abbazia Mater Ecclesiae, Isola di San Giulio, Novara.

L’abbazia sorge a ridosso della basilica di San Giulio, fondata nel VI secolo.

Il complesso rappresenta il gioiello dell’isola ed è incastonata nello scenario del lago d’Orta. La comunità monastica di clausura è costituita da oltre settanta monache benedettine. Assai rinomati sono i laboratori delle icone, di tessitura, ricamo e restauro dei tessuti e paramenti antichi. Celebre è l’editoria di spiritualità.

Eremitaggio sulle Alpi Marittime

Un vecchio cappuccino vive in solitudine, assistito episodicamente da due seminaristi dello stesso ordine. Conduce un’esistenza da eremita restaurando un piccolo complesso di baite in cui dimora, in contemplazione, preghiera e accoglienza dei numerosi turisti e pellegrini che si spingono fin lassù per incontrarlo.

Esperienza di solitudine che si colloca in maniera suggestiva all’interno di tutte le altre, vissute invece in comunità e in luoghi eclatanti.